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Dialogo con la mia coscienza N°7

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(Coscienza) – A cosa stai pensando? –
( Io ) – Sto riflettendo -.
(Coscienza) – Su cosa? –
( Io ) – Pensavo che è sempre triste sapere di un tradimento,anche se i protagonisti sono geograficamente, socialmente ed affettivamente lontane. Sai, la storia del Presidente francese con l’attrice…
(Coscienza) – Non posso darti torto -.
( Io ) – Penso alla moglie ricoverata per lo choc e umiliata da foto, notizie e particolari che i giornali non smettono di divulgare -.
(Coscienza) – Capisco… –
( Io ) – Io invece no! Non capisco il mancato arrivo della pace dei sensi in questi uomini di mezz’età e l’inspiegabile fascino che continuano ad esercitare su belle e giovani donne che non fanno fatica a rendersi disponibili.
(Coscienza) – Facciamo un gioco: dimmi cosa pensi di Hollande? –
( Io ) – Beh, è un uomo con in mano le sorti di un paese, un uomo potente e sicuro di sè, un uomo all’altezza della situazione -.
((Coscienza) – E se fosse il panettiere sotto casa? –
( Io ) – Un uomo stempiato –

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Dialogo con la mia coscienza N°2

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(Coscienza) – Ti vedo triste.
( Io ) – Lo sono.
( Coscienza ) – Cosa è successo?
( Io ) – Sono molto dispiaciuta per un’ improvvisa perdita.
(Coscienza ) – Chi è morto?
( Io ) – Brian.
(Coscienza) – Un tuo amico?
( Io ) – No, un cane.
(Coscienza) – Di una tua amica?
( Io ) – Non proprio, era il cane dei Griffin. Sai, quel cartone animato americano…
(Coscienza) – ………..
( Io ) – Ok, la smetto.

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Quello strano rumore

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Sento uno strano rumore provenire dalla cucina, come una goccia continua e fastidiosa, però ancora non sono riuscita a capire dove e cosa sia.
Se fossi in un film horror, l’ambientazione sarebbe notturna, mi alzerei dal letto ed andrei a vedere, camminando temeraria nel buio, ma con un raggio di luce proveniente da quell’unica finestra aperta che illuminerebbe la scena in cui un intruso (forse un ladro) mi prenderebbe di spalle, intimandomi all’orecchio di non gridare, mentre mi punta un coltello alla gola…..
Ed invece è mattina, cercherò nella rubrica il numero dell’idraulico che arriverà con 12 ore di ritardo, si farà strada tra secchi e stracci e risolverà il problema in 5 minuti per una parcella da millemila euro e senza ricevuta.
Sono triste.

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Pensieri

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DSC_8185Me ne stavo seduta in riva al mare a riflettere e pensavo a cosa (altro…)

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Lo strano vicino

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Ero già da un po’nel negozio di scarpe senza riuscire a trovarne un paio da abbinare a quel vestito appeso da un paio di giorni ad un’anta dell’armadio in camera da letto, forse per convincermi che era stato un buon acquisto o forse per trovare il coraggio di restituirlo: troppo fasciato, troppo scollato, troppo verde…Verde? Ma come mi era venuto di prendere un abito del colore che non uso neanche per lo straccio per la polvere e proprio per quell’importante evento…?
Guardavo sconsolata la strada dalla vetrina, mentre attendevo seduta sullo scomodo puff l’arrivo della paziente commessa, costretta a recarsi per l’ennesima volta in deposito a cercare delle calzature che forse non erano state ancora create o addirittura pensate. Meditavo seriamente di declinare l’invito alla presentazione di quell’ importante libro quando riconosco, fermo lì, sul ciglio della strada, il mio strano vicino: un uomo silenzioso, poco socievole, dallo sguardo basso, sempre addosso gli stessi vestiti e la stessa indefinita età da almeno un decennio, niente si sapeva del suo passato e ancora meno del suo presente, mai una risposta ad un mio saluto, una voce, un suono o un rumore provenire da casa sua, mai avuto bucato steso, una macchina, un motorino, una bici, un amico, un cane, un gatto, solo un canarino che teneva nel balcone, decorato da un’esagerata vegetazione per scoraggiare occhi curiosi ed indiscreti, dove lo vedevo ogni giorno mettergli acqua e mangime e coprire di sera la gabbia per proteggerlo dalla luce intermittente dell’ insegna del B&B antistante.
Continuavo ad osservarlo, pensando quanto fosse insolito vederlo nella più trafficata via del centro, tra ingorghi ai semafori, affollati tavolini dei bar, gente che corre guardando ansiosa l’orologio e parla animatamente al telefono…In un gesto improvviso si gira verso di me, accenna un sorriso alzando appena la mano e si allontana senza accorgersi che avevo ricambiato quell’indimenticabile gesto.
Non lo vidi mai più.
Era la donna più bella che avessi mai conosciuto.

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Maturità: ciak si gira!

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maturitaAnche se la mia Maturità risale alla fine del secolo scorso, ogni anno mi sento personalmente ed inevitabilmente coinvolta da questo primo vero ostacolo da adulto della vita. Di buon mattino (altro…)

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carta d’identità

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La domenica mattina mia madre aveva sempre la radio accesa per ascoltare le canzoni della hit parade e ” Gran varietà ” con Enrico Vaime che una volta ha detto: “Ogni giorno che passa, somigliamo sempre di più alla foto della nostra carta d’identità”. Non sono d’accordo se penso al mio primo documento di riconoscimento fatto a 18 anni per l’iscrizione all’Università ed il debutto come elettrice, quando le foto migliori sono quelle che ti immortalano per come sei realmente e, invece, per anni sono stata costretta ad esibire, negli uffici o ai posti di blocco, l’immagine in bianco e nero di un sorriso forzato dal fotografo che dispensava meccanicamente consigli di posa senza alzare lo sguardo dall’obiettivo, ma non era riuscito a cancellare l’espressione felice di chi aveva raggiunto il traguardo della maggiore età, l’illusione della libertà per la patente conseguita da poco, una vita da vivere, mille errori da fare e tutto il tempo per correggerli.
E’ domenica mattina ed ho la radio accesa. Sto guardando la mia carta d’identità rinnovata poco più di dieci anni fa, quando le foto migliori sono quelle che ti immortalano diversa da come sei, ma i colori troppo accesi, quasi fluo mi invecchiavano di almeno dieci anni. Adesso mi rivedo in quell’immagine che allora ho giudicato impietosa, anche se l’imperdonabile chiaro scuro delle luci di un insensibile fotografo, non era riuscito a cancellare l’espressione felice di chi era diventata da poco mamma per la seconda volta ed aveva appena comprato casa nei luoghi che mi avevano visto bambina.
Enrico Vaime aveva ragione ed è ancora in radio. L’unica cosa che non è cambiata negli anni.

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Quando la commessa non supera la prova costume

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costSuccede che leggo “Sconti del 50%” sulla vetrina di un negozio a cui non posso fare pubblicità e dirò solo che (altro…)

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San Valentino? No, grazie

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daySan Valentino non mi piace festeggiarlo perchè San Valentino deve essere tutti i giorni….
Lo so, sono poco originale. Ma lo sono forse le migliaia vittime di Cupido (altro…)

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Ci vuol talento per chiamarsi Pino Daniele

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pinoCi sono canzoni che sono come  i giocattoli preferiti portati a letto dai bambini per vincere la paura del buio e la solitudine della notte.
Ci sono canzoni che (altro…)