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Un giorno ordinario

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sciccosoDecido egoisticamente di cucinare qualcosa di buono per pranzo perchè è altamente egoistico decidere di cucinare qualcosa di buono al solo fine di ricevere consensi fatti di quel silenzio assenso lungo quanto tutto il pasto. Apro il frigo e vedo (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N°29

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(Coscienza) – Cosa c’è, Milena? –
( Io ) – Penso che oggi è il primo giorno di scuola di mia figlia,
anzi “l’ultimo primo giorno di scuola media” per usare le sue parole. –
(Coscienza) – Non sei orgogliosa? –
( Io ) – Certo, ma non posso fare a meno di pensare che nelle stesse ore in cui ieri eravamo al mare, adesso è sui banchi a fare lezione e questo fa sentire tutto il peso della definizione “scuola dell’obbligo”. –
(Coscienza) – Anche per te la campanella suonava quando ancora la temperatura era proibitiva,e mi sembra che tu sia sopravvissuta. –
( Io ) – Ti sbagli: ai miei tempi la scuola cominciava il primo ottobre
ed il caldo ce l’eravamo lasciato alle spalle già da un pezzo. –
(Coscienza) – Uhm…qualche annetto fa, eh. Lo scuolabus era una biga guidata da Ben Hur? –
( Io ) – Devo ricordarti che hai la mia età o sei troppo impegnata a fare battute di pessimo gusto? –
(Coscienza) – Già…Comunque, io so che andavi volentieri a scuola e sono tanti i ricordi degni di nostalgia. –
( Io ) – Hai ragione: l’odore dei libri nuovi, le poesie che non ho più dimenticato, le foto nei testi di geografia, scrivere sulla
prima pagina dei quaderni, la corsa per prendere l’ultimo banco o il posto dietro la compagna più alta, dare del “lei” ai
professori, i compiti insieme alla
migliore amica, le etichette grandi per coprire il nome di mio fratello
sulle copertine dei libri già sottolineati, il panino preparato dalla mamma che mi facevano sentire la mancanza di casa già
dalla terza ora, l’allergia alla polvere del gesso, la penna che non funzionava durante il compito in classe, le feste che
cadevano di domenica…Forse non mi fa bene parlare con te. –
(Coscienza) – Dai, parli così, però lo so che stai mentendo e, se uscissi da questo ruolo, ricorderesti ben altro. –
( Io ) – Giusto: scioperi non previsti e riunioni sindacali.
(Coscienza) – Ci rinuncio! –
( Io ) – Scusa, ma quest’anno dall’estate sulla pelle allo zaino sulle spalle sembra sia passata solo una notte. –
E poi senza la scuola che ne sarebbe stata della mia comprensione della matematica e l’abilità nel fare velocemente
un importante calcolo? –
(Coscienza) – Quale calcolo? –
( Io ) – 100 giorni alle vacanze di Natale. –

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Dialogo con la mia coscienza N°22

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(Coscienza) – Toc toc. Ehi, come sei assorta.-
( Io ) – Stavo riflettendo sulle cose impossibili, irrealizzabili… –
(Coscienza) – Cioè? Fammi qualche esempio. –
( Io ) – Non scriverò mai una canzone da cantare ai falò, pronunciare una frase degna di citazione, dormire in un attico a New York,
salire su una navicella spaziale, vedere De Filippo recitare sul palco di un teatro, avere una segretaria a cui dire “Disdica tutti gli
appuntamenti della settimana: mi prendo una vacanza”,  nel mio studio con le pareti in radica, perimetrato da piante esotiche,
mobili d’antiquariato e le mie gambe sotto un enorme tavolo di cristallo  E poi dare un consiglio su come vestirsi che mia
figlia per una volta, una sola volta possa seguire.
(Coscienza) – Non ti ascolta mai. Vero? –
( Io ) – No, mai! –
(Coscienza) – E tu non te lo spieghi. Vero anche questo? –
( Io ) – Sbaglio o hai un tono sarcastico? –
(Coscienza) – Beh, vedendo la foto del tuo profilo, qualche risposta io l’ho già trovata. –
( Io ) – Perchè, cosa c’è che non va? –
(Coscienza) – Quella blusa maculata è un ibrido tra il richiamo della giungla e tanta voglia di Bucarest. –
( Io ) – Forse non hai tutti i torti. Sono triste come un blog di cucina salutare. –
(Coscienza) – A proposito di salutare…Ciao. E cambia la foto! –

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Consigli per gli acquisti

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familyNon abbiamo famiglie perfette e ne siamo consapevoli per tutti gli undici mesi dell’anno, ma solo a dicembre (altro…)

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carta d’identità

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La domenica mattina mia madre aveva sempre la radio accesa per ascoltare le canzoni della hit parade e ” Gran varietà ” con Enrico Vaime che una volta ha detto: “Ogni giorno che passa, somigliamo sempre di più alla foto della nostra carta d’identità”. Non sono d’accordo se penso al mio primo documento di riconoscimento fatto a 18 anni per l’iscrizione all’Università ed il debutto come elettrice, quando le foto migliori sono quelle che ti immortalano per come sei realmente e, invece, per anni sono stata costretta ad esibire, negli uffici o ai posti di blocco, l’immagine in bianco e nero di un sorriso forzato dal fotografo che dispensava meccanicamente consigli di posa senza alzare lo sguardo dall’obiettivo, ma non era riuscito a cancellare l’espressione felice di chi aveva raggiunto il traguardo della maggiore età, l’illusione della libertà per la patente conseguita da poco, una vita da vivere, mille errori da fare e tutto il tempo per correggerli.
E’ domenica mattina ed ho la radio accesa. Sto guardando la mia carta d’identità rinnovata poco più di dieci anni fa, quando le foto migliori sono quelle che ti immortalano diversa da come sei, ma i colori troppo accesi, quasi fluo mi invecchiavano di almeno dieci anni. Adesso mi rivedo in quell’immagine che allora ho giudicato impietosa, anche se l’imperdonabile chiaro scuro delle luci di un insensibile fotografo, non era riuscito a cancellare l’espressione felice di chi era diventata da poco mamma per la seconda volta ed aveva appena comprato casa nei luoghi che mi avevano visto bambina.
Enrico Vaime aveva ragione ed è ancora in radio. L’unica cosa che non è cambiata negli anni.

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Riflessioni

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pensieriLa nostalgia è un disco in vinile,

l’ impossibile è un cruciverba a schema libero di Bartezzaghi (altro…)

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“Assolutamente” cosa?

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Non bastavano i vari “piuttosto che” e gli “assolutamente sì”, ora ci si mette pure la nuova moda di salutare chiunque s’incontri con “Ciao, com’è?”. Com’è cosa? La giornata, la salute, la famiglia? Cosa costa mettere un complemento oggetto o ritornare al rassicurante “come stai?” So che andiamo di corsa ed abbiamo sempre meno tempo, ma sarei curiosa di vedere cosa ne facciamo di quello risparmiato, mozzando un saluto o scrivendo tutto abbreviato. (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N° 4

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(Coscienza) – Cos’ hai? –
( Io ) – ……… –
(Coscienza) – Che ti succede? –
( Io ) – Niente… –
(Coscienza) – Che succede? –
( Io ) – Niente –
(Coscienza) – Che succede? –
( Io ) – Lasciami in pace! –
(Coscienza) – Vorrei tanto essere la coscienza di un uomo… –

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Dialogo con la mia coscienza N°25

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(Coscienza) – Ti vedo preoccupata –
( Io ) – Lo sono –
(Coscienza) – Capisco…Sono giorni difficili… –
( Io ) – Difficili?!? Sono proprio brutti, più delle canzoni di Paolo Conte quando non le canta Paolo Conte e si presentano all’improvviso come quei ciclisti della domenica schierati come le frecce tricolore davanti alla macchina e senza possibilità di superarli. –
(Coscienza) – Devi trovare il conforto e la forza di andare avanti nelle cose che ti hanno reso felice –
( Io ) – Non lo so… –
(Coscienza) – Dai, provaci! –
( Io ) – Non è facile… La mia memoria sembra annebbiata. –
(Coscienza) – Su, fai uno sforzo! –
( Io ) – Va bene…Allora, cerco di andare indietro nel tempo…
(Coscienza) – Sì –
( Io ) – Quando la tranquillità regnava sovrana… –
(Coscienza) – Vai! –
( Io ) – Nessuno si lamentava… –
(Coscienza) – Bene! –
( Io ) – E ogni cosa era al suo posto… –
(Coscienza) – E allora? –
( Io ) – Pangea! –

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Invenzioni

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Le peggiori:
I commercialisti, la naftalina, (altro…)