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La sala d’attesa

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sala“La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate”, citazione di Stefano Benni in cui vivo di continuo e nella quale ho trascorso (altro…)

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Quando tutte volevano sposare Simon Le Bon

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Duran-Duran-le-bonAttraversare l’adolescenza da protagonista non è stato per niente facile, assistere da spettatore/genitore a quella dei propri figli, lo è ancora meno: non fai in tempo a consegnare le bomboniere  della comunione a parenti ed amici che (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N°3

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(Coscienza) – A cosa stai pensando?-

( Io) – Sai, domani ci saranno le primarie e vorrei fare la scelta giusta –

(Coscienza) – Vota secondo coscien….Ehm…Parlami dei candidati –

( Io ) – C’è Cuperlo che forse rappresenta un po’ il vecchio sistema, troppo da radical chic. E poi mi ricorda tanto il Visconte Cobram di Fantozzi.
L’ altro è Renzi comunicativo come i venditori porta a porta del Folletto.
Quando lo sento parlare, mi viene in mente quell’amico che ti incontra dopo vent’anni e ti propone di metterti in società con lui perchè ha un affare da un sacco di soldi -.

(Coscienza) – Vai avanti –

( Io ) – Il terzo è Civati con la sua faccia da bravo ragazzo che crede davvero in quello che fa e con passione. Uno dei pochi a farti credere che in politica ci possa essere qualcuno che sia onesto -.

(Coscienza) – Che strano sentire “politica” ed “onesto” nella stessa frase.
Comunque, mi pare che tu abbia deciso…-

( Io ) – Già….Grazie, ciao -.
(Coscienza) – Ciao e guarda che neanche a me piace quello del Folletto. Però…

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Quei bravi ragazzi

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geovaLa scena è sempre la stessa: suonano con insistenza al citofono come se avessero dimenticato le chiavi della macchina, danno (altro…)

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Racconti

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scrivoAveva visto uscire il marito per fare jogging, accompagnato la piccola da un’amica ed era rientrata in quella casa, insolitamente silenziosa di domenica, una domenica mattina come tante, come sempre. Solo all’apparenza. Aveva ormai deciso (altro…)

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nostalgicaMENTE

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La mia generazione (40 anni e dintorni) rappresenta l’anello di congiunzione tra il passato remoto e il futuro anteriore.L’epoca, la mia, in cui (altro…)

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Aspettando Godrò

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timeFermarsi? Mai! Non vuoi, non puoi….Di primo  mattino (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N°31

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(Coscienza) – Ehi, perché quella faccia? –
( Io ) – Ho un forte mal di schiena. –
(Coscienza) – Mi dispiace. –
( Io ) – E oggi non potrò andare in palestra. Anzi, credo neanche domani… –
(Coscienza) – Avrai tempo per recuperare. –
( Io ) – Tu non capisci: venerdì ho festeggiato il compleanno di mio padre e domenica ho fatto onore alla tavola, senza privarmi del dolce istituzionale al pensiero di “Lunedì mi allenerò di più”. Un disastro! –
(Coscienza) – Ah, per questo hai la faccia di quando a scuola prendevi un brutto voto. –
( Io ) – Sì… –
(Coscienza) – La stessa di quando i carabinieri ti fermano ad un posto di blocco e, per un attimo, pensi di non aver messo la cintura. –
( Io) – Lo so… –
(Coscienza) – Quella che ti viene quando devi attraversare l’uscita senza aver fatto acquisti. –
( Io ) – Basta così, sei stata chiara. –
(Coscienza) – Comunque, stai facendo una tragedia di qualcosa che potrebbe rivelarsi un’ opportunità. –
( Io ) – Cioè… –
(Coscienza) – Minimo sforzo fisico e massima resa per l’umore: potresti scrivere, leggere o cominciare a decorare la casa con gli addobbi natalizi e progettare un bel presepe. –
( Io ) – Con una settimana d’anticipo? Credi forse che debba fare il casting per i pastori, il piano regolatore per le casette o la messa in sicurezza delle montagne da dissesti idrogeologici? –
(Coscienza) – Non penso che tu sia nella condizione di parlarmi in questo modo. –
( Io ) – Ti diverti a girare il coltello nella piaga, vero? –
(Coscienza) – Meglio usarlo così che per tagliare torte. –
( Io ) – Sei cattiva. –
(Coscienza) – E’ il mio mestiere. E poi, preferisco essere cattiva: se fossi buona, mangeresti pure me.

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Racconti (parte prima)

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scrittoQuel giorno mi ero alzata, per la prima volta a memoria d’uomo, prima che l’odiosa sveglia mi chiamasse al dovere. Ero impaziente di scrivere l’ultimo capitolo del mio romanzo (altro…)

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Buon anno

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Come ogni anno ho trascorso la vigilia con i volti ed i sorrisi delle persone che amo di più, mangiando come se fossimo scampati ad una guerra, sentendo la voce al telefono della mia nipotina troppo lontana ed ingannando il tempo giocando a tombola , mentre qualcuno sbirciava la cartella del vicino e qualcun altro realizzava un cappello in stile “Star Wars” con la scatola del panettone appena mangiato. E con gli occhi puntati sull’ orologio di Raiuno, dove la mezzanotte è più mezzanotte, facciamo a gran voce il countdown sollevando i bicchiere con una mano e coprendo gli occhi con l’altra per paura del tappo/proiettile. Baci, abbracci, qualche frettoloso desiderio espresso con timidezza e determinazione sulle note di quei brani che da sempre accompagnano i trenini televisivi.
E’ stato un anno non facile in cui ho accolto con gioia i momenti più belli ed affrontato le improvvise avversità, per questo considero già una conquista questa splendida routine ed al 2014 non chiedo nulla, neanche che ore sono
e l’unica certezza che ho è di sbagliare la data scrivendo ancora 2013 per i prossimi mesi…